Torneo contro l'amianto

Si è svolta sabato 10 e domenica 11 settembre scorsi la quarta edizione del Torneo Ultras contro l'amianto, organizzata dai Cinghiali Ultras Casale presso il campo della Ronzonese.

Alle 10,30 del sabato è stato aperto il torneo, a cui hanno partecipato - oltre ai Cinghiali - altre quattro squadre tutte raggruppate in un unico girone all'italiana: Ultras Canavese, Terror Machine Ivrea, Corsari Sestri Levante e Wine Boys Oltrepo.


Le partite della prima fase (in due tempi da dieci minuti l'uno come la seconda) si sono svolte al sabato, giornata che prevedeva anche il dibattito sull'amianto che ha visto come relatori la Sig.ra Romana Blasotti Pavesi, presidentessa dell'Associazione familiari vittime amianto, nonchè il dottor Alberto Muzio, oncologo presso l'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato.


Il sabato si è concluso con la cena presso la struttura della Ronzonese calcio.


Nel corso della domenica mattina invece si sono svolte semifinali e finali: alle semifinali si sono affrontate da un lato la prima e la quarta del girone, ovvero Corsari contro Terror Machine, e dall'altro la seconda e terza classificate, Cinghiali - Wine boys.


All'esito delle finali i Cinghiali si sono classificati al primo posto, seguiti nell'ordine dai Terror Machine, dai Corsari nonchè da Wine Boys che la domenica hanno avuto qualche defezione e sono arrivati a Casale solo con un paio di rappresentanti per fare presenza.


Con le consuete e dovute premiazioni nel primo pomeriggio si è concluso il torneo.


Si ringraziano per la buona riuscita della manifestazione:

  1. Ronzonese calcio;
  2. Cartaria San Giorgio;
  3. Marco Bonelli;
  4. Coop - sezione soci;
  5. Pietro -panetteria (via massaia Casale);
  6. Brillo (Frassineto);
  7. Farmacia di Porta Milano;
  8. Le mamme Doriana, Giuseppa, Adima;
  9. il cuoco "cinghiale Bady";
  10. Montiglio S.n.c. - Vodafone (Casale);
  11. Caffè Casale C.so Giovane Italia (Casale);
  12. Labirinto S.a.s. Via Benvenuto San Giorgio (Casale);
  13. Cartotipo di via Cavour (Casale);
  14. Costanzoaffari S.a.s. (Casale);
  15. Farmacia Vicario via Roma (Casale);
  16. American Dream via Santa Croce (Casale);
  17. Parravicini S.a.s. C.so Valentino (Casale);
  18. Bar Roma via Roma (Casale).

Le ultime fatiche della terza edizione

Dopo le prime fatiche della giornata di sabato si riprende domenica mattina con le semifinali: le contendenti sono da un lato Cinghiali ed Ivrea e dall'altro Corsari contro Wine Boys Oltrepo. Un po' a fatica si riprendono le forze dalla sera precedente, però poco dopo le 10 - come previsto - iniziano le competizioni.I padroni di casa vincono largamente 5-0 contro i malcapitati Ultras Ivrea, i liguri invece regolano 2-0 i Wine Boys Oltrepo. Entrambe le perdenti, da poco ritornate a Casale per continuare il torneo, danno così vita al penultimo atto del torneo, che viene aggiudicato dai lombardi con il medesimo risultato con cui avevamo perso la semifinale: 2-0.

Gli Ultras Ivrea, quarti classificati.

I Wine Boys Oltrepo, terzi classificati.

Più combattuta invece è stata la finale tra Cinghiali e Corsari: i due tempi regolamentari da 10 minuti ciascuno erano terminati 1-1 con i corsari passati in vantaggio, risultato mantenuto per tutto il successivo supplementare da ulteriori dieci minuti. Sono serviti così i calci di rigore per decretare la squadra vincitrice, ovvero i Corsari di Sestri Levante. Nella lotteria di 5 rigori per parte fatali sono stati i 3 errori dei Cinghiali contro i soli 2 dei Corsari. Finale 4-3 per i liguri.

I Cinghiali Ultras Casale, secondi classificati.

I vincitori, Corsari di Sestri Levante.

Oltre ad aver migliorato la quarta posizione dello scorso anno, i liguri hanno così avuto la meglio sui Cinghiali detentori del torneo grazie alla vittoria dell'anno scorso sull'Associazione vittime amianto. A seguire la premiazione,


Due momenti delle premiazioni.

ed i ringraziamenti a quanti hanno partecipato a questa nuova iniziativa.

Prende il via la terza edizione

Il 4 e 5 settembre 2010 si è svolta la terza edizione del torneo Ultras contro l'Amianto, organizzato dai Cinghiali Ultras Casale con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato e dell'Associazione familiari vittime dell'amianto.
A differenza delle precedenti edizioni, la sede quest'anno è stato il campo della Ronzonese, la cui società si ringrazia per l'ospitalità; considerata la vicinanza dagli ex stabilimenti Eternit, prima dell'apertura del torneo sabato mattina era in programma un corteo in memoria delle vittime dal campo fino alla sede;

al termine dello stesso è stato deposto un mazzo di fiori sul cancello principale che dava accesso alla fabbrica della morte.


In tarda mattinata dopo un doveroso minuto di silenzio sono iniziate le gare, a cui erano iscritte le seguenti squadre suddivise in due gironi: Associazione vittime amianto, Alcool Boys Forcoli, Corsari ed Ultras Ivrea (ritornati dopo l'assenza nel secondo anno) nel gruppo 1; Cinghiali Ultras Casale, Wine Boys Oltrepo e Firefox Canavese nel gruppo 2.

Non è inoltre mancato un dibattito pomeridiano sulle problematiche legate alla fibra killer, con l'immancabile presenza del simbolo alla lotta contro l'amianto, ovvero la signora Romana Blasotti Pavesi che da anni sta portando avanti con tenacia la triste causa per ottenere Giustizia. Dopo altri gli interventi dell'assessore Vito De Luca e di Giuseppe D'Alessandro, il dibattito si è concluso con Alberto Muzio, medico oncologo presso l'Ospedale casalese Santo Spirito.

A seguire il rinfresco finale, prima di riprendere le ultime partite di entrambi i gironi, che hanno sancito il passaggio alle semifinali di Corsari ed Ultras Ivrea da un lato, e Cinghiali Ultras Casale e Wine Boys Oltrepo dall'altro.

Torneo: è in programma la terza edizione

Per non dimenticare le vittime che ogni anno l'amianto uccide a Casale e nel casalese, per sensibilizzare più persone possibile e per ribadire quanto sia importante per la popolazione la lotta contro la fibra killer i Cinghiali Ultras Casale organizzano per questo fine settimana (4 e 5 settembre 2010) il Torneo contro l'Amianto tra tifoserie organizzate: la manifestazione è giunta alla terza edizione e quest'anno si svolgerà presso il campo sportivo del Ronzone e non più al Campo Bianchi come nelle precedenti edizioni.
Il torneo inizierà sabato mattina alle 10 e terminerà domenica, mentre alle 16 di sabato si terrà un dibattito (con successivo rinfresco) relativamente alle problematiche legate alla polvere killer.

Fase finale, vincono i Cinghiali!!

E così arriviamo alle battute finali del torneo, con la disputa di semifinali e delle finali valide per il 3° e per il 1° posto previste per domenica mattina. La voglia di giocare c'è, mancherà piuttosto un po' di temperamento, vuoi per l'eccessiva afa, vuoi un po' per le non troppe ore dormite nella notte appena trascorsa.
I giochi hanno così inizio poco oltre la metà mattinata: da un lato si affrontano Cinghiali Casale ed Alcool boys Forcoli per la prima semifinale, da cui escono vittoriosi di misura i padroni di casa per 2-1.

Un'azione della semifinale tra Cinghiali e forcolesi.

Dall'altro lato invece l'Associazione familiari vittime amianto batte 6-5 i Corsari di Sestri Levante dopo un'estenuante partita proseguita con un tempo supplementare da 10 minuti più i rigori. Ecco così le finali, che ripropongono pari passo le due partite che hanno aperto la seconda edizione del torneo.
Si inizia con la finalina per il terzo posto, il derby tra le tifoserie gemellate di Forcoli e Sestri Levante, Alcool Boys e Corsari.

I Corsari, quarti classificati.

La partita si presenta sin da subito molto combattuta, affrontata da entrambe le compagini a viso aperto. Dopo diversi cambi di fronte e ribaltamenti di risultato avranno la meglio i toscani sui gemellati liguri con un rocambolesco 4-3 finale, certamente non la classica partita a cui chi assiste rischia di addormentarsi per la noia.

Gli Alcool Boys terzi classificati.

Contrariamente alle altre partite che venivano disputate contemporaneamente a due a due, le finali sono state disputate separamente; il torneo si chiude così con la classica finale per la contesa del primo posto, altro derby, stavolta tutto casalese, tra i Cinghiali e i giocatori rappresentanti l'Associazione familiari vittime amianto.
Anche questa partita termina nei venti minuti regolamentari, dieci per tempo, e non vengono nemmeno in questa occasione risparmiati spettacolo e reti (seppur il bottino sia minore rispetto alla precedente finale).

L'Associazione Familiari Vittime amianto, squadra seconda classificata.

Al fischio finale verrà infatti siglato il discreto totale di 4 reti, non poche in due tempi da dieci minuti. Dopo essere andati in vantaggio, i Cinghiali subiscono la rete valida per il pareggio avversario ma rifacendosi subito dopo con due reti che consegnano agli ungulati la coppa della prima classificata.

I Cinghiali Casale, vittoriosi.

Segue così la giusta e promessa premiazione con la consegna dei premi, consistenti in una coppa, una bottiglia di vino, una mini bottiglia di spumante ed una locandina per squadra, partendo dalla quarta classificata.

Dopo tutti a mangiare e così finisce pure questa edizione del torneo Ultras contro l'Amianto. Oltre alle squadre che vi hanno partecipato, per la buona riuscita del torneo si ringraziano la Banca popolare di Intra, la Sezione soci coop di Casale Monferrato, la Junior calcio, la Vita Casalese, Grafica monferrina S.r.l., C.M.I. Carpenteria di Biandronno (VA) oltre a:
  • Il fornaio Zanetto - Casale Monferrato;
  • Panetteria via Lanza Simona e Giorgia - Casale Monferrato;
  • Caffè Borsani - Casale Monferrato;
  • I Mossano macelleria - Casale Monferrato;
  • Libreria Sant'Evasio - Casale Monferrato;
  • Costanzo cartoleria - Labirinto - Casale Monferrato;
  • Aima tetti - Casale Monferrato;
  • Bottega ortopedia - Casale Monferrato;
  • Erredi scavi - Casale Monferrato;
  • Atlantide - Casale Monferrato;
  • Lavasecco Pina - Casale Monferrato;
  • Farmacia Botto - Casale Monferrato;
  • Farmacia della misericordia - Casale Monferrato;
  • Farmacia di Porta Milano - Casale Monferrato;
  • Volpi pompe funebri - Casale Monferrato;
  • Bosio auto - Casale Monferrato;
  • Tactical magazine - Casale Monferrato;
  • Thermas - Casale Monferrato;
  • La matita - Casale Monferrato;
  • Desys store - Casale Monferrato;
  • Sweet cafè - Casale Monferrato;
  • Punto infissi - Casale Monferrato;
  • Stefano de Rosa ag. immobiliare - Casale Monferrato;
  • Parravicini arredamenti - Casale Monferrato;
  • Tirone funebri Volpi - Casale Monferrato;
  • La Gardenia Nelly - Casale Monferrato;
  • Zabaione - Casale Monferrato;
  • Cartaria San Giorgio - Casale Monferrato;
  • Mobe - Casale Monferrato;
  • Dettagli - Casale Monferrato;
  • Macelleria Casalone Aldo - Casale Monferrato;
  • Controluce - Casale Monferrato;
  • Gamma Termosanitaria - Casale Monferrato;
  • Lentini studio Immobiliare - Casale Monferrato;
  • Quadrifoglio viaggi - Casale Monferrato;
  • Costanzo Affari - Casale Monferrato;
  • Bar Birba - Casale Monferrato;
  • Bar aquila - Casale Monferrato;
  • Bar Orizzonte - Casale Monferrato;
  • Bar Giardino - Casale Monferrato;
  • Il cremoso yogurteria - Casale Monferrato;
  • Autofficina Moderna - Casale Monferrato;
  • Giornali e fumetti di Luparia F. - Casale Monferrato;
  • Sergio Coppo - Casale Monferrato;
  • Carrozzeria casalese - Casale Monferrato;
  • La frutteria Lema - Casale Monferrato;
  • Tabacchi l'idea - Casale Monferrato;
  • Antichi sapori - Casale Monferrato;
  • Cantina San Giorgio - Casale Monferrato;
  • Tabaccheria Buonocore - Casale Monferrato;
  • Beat box - Casale Monferrato;
  • Farmacia della misericordia - Casale Monferrato;
  • Punto sma Supermercato - Casale Monferrato;
  • Fiorella calzature - Casale Monferrato;
  • La casereccia gastronomia - Casale Monferrato;
  • Generalauto - Casale Monferrato;
  • Krumiri rossi - Casale Monferrato;
  • Punto copia - Casale Monferrato;
  • Pizza Sì - Casale Monferrato;
  • Shell distributore di Corso Valentino - Casale Monferrato;
  • Cazzulino antichità - Casale Monferrato;
  • Olearo Mentina - Casale Monferrato;
  • LavAndrea - Casale Monferrato;
  • Mosquito - Casale Monferrato;
  • La Bottega della Plastica - Casale Monferrato;
  • Graphic Point - Casale Monferrato;
  • Erre - effe fashion - Casale Monferrato;
  • Pizzeria Marechiaro - Casale Monferrato;
  • Stefanel - Casale Monferrato;
  • Ottica Taurasi - Casale Monferrato;
  • Tabaccheria Il Girasole - Casale Monferrato;
  • ZURICH assicurazione - Casale Monferrato;
  • Signora Teresina Poletto - Casale Monferrato;
  • Bar Sport - San Germano;
  • Il Paniere - San Germano;
  • Tamoil distributore - San Germano;
  • Ferraris - Pozzo Sant'Evasio;
  • Il Paniere - Pozzo Sant'Evasio;
  • Riseria Vignola - Balzola;
  • Bar Sport - Frassineto;
  • Farmacia San Francesco - Frassineto;
  • Borella Autofficina - Frassineto;
  • Ristopizza - Frassineto;
  • Guachetti alimentari - Frassineto;
  • Brillo supermercati l'Arcobaleno - Frassineto;
  • Cantina sociale - Rosignano Monferrato;
  • Renzo Campagnola - Rosignano Monferrato;
  • Nuova Sa - Car - Caresanablot;
  • Sig. Chiappini - Valenza;
  • SAI assicurazioni - Agenzia di Valenza;
  • Eletti S.n.c. - Valenza;
  • Erre - effe fashion - Valenza;
  • Bar Achille - Valenza;
  • Bar fashion cafè - Valenza;
  • Il nuovo covo - Valenza;
  • Ornella Maniscalco acconciature - Valenza.

... seconda edizione .. iniziano i giochi..

E così dopo il dibattito e successivo sgrassante rinfresco si diede inizio ai fatidici giochi non competitivi.
Il torneo è a girone unico con 6 squadre, già elencate nella puntata precedente, ognuna delle quali dovrà disputare cinque partite da 20 minuti l'una (1 per tempo) in un sabato pomeriggio sotto un discreto sole cocente. La partita inaugurale è il derby tra le due compagini casalesi che si sfidano a viso aperto, Cinghiali Ultras Casale contro Associazione Vittime Amianto, vinta dai primi per 3-2; con 5 reti in 20 minuti gioco e spettacolo non sono di certo mancati. In contemporanea il confronto tra Alcool Boys Forcoli ed i Corsari di Sestri Levante, una sorta di derby considerato il gemellaggio che intercorre tra le due tifoserie; derby che ha visto prevalere i liguri sui toscani 2-1. Chiude il quadro delle prime partite il confronto tra i Pirates Casteggio Broni ed i Firefox Canavese, con i secondi vincenti con un rotondo 8-2.

Quindi dopo una partita a testa tre squadre su sei si trovano a 3 punti, i Cinghiali, i Corsari nonchè i Firefox. Per questi ultimi in verità la vittoria contro i Pirati risulterà l'unica di tutto il torneo, difatti troveranno ahiloro solo sconfitte come gli stessi Pirati, qualcuna anche abbastanza sonora. Per i canavesani arriverà il quinto posto, per i lombardi il 6°.

I toscani Alcool Boys dal canto loro dopo la sconfitta al debutto hanno la propria reazione. Subiranno altre sconfitte, ma per loro arriveranno anche due vittorie, 6 punti che valgono il quarto posto nel girone nonchè l'accesso alle semifinali.
Terzi i Corsari con 10 punti, grazie a tre vittorie, 1 pari per 2-2 contro i Cinghiali e l'unica sconfitta contro l'Associazione Vittime Amianto, di misura per 2-1.

Per l'Associazione Familiari Vittime Amianto è giunto il secondo posto con 12 punti su 15 a disposizione; dopo la sconfitta iniziale per la squadra casalese sono arrivate quattro vittorie. Primi invece i Cinghiali Ultras Casale grazie a 4 vittorie ed un unico pari, 2-2 contro i liguri, ottenendo quindi 13 dei 15 punti a disposizione che valgono il primo posto nel girone.
Concluso il girone, tutti a cena. Il torneo è poi ripreso la domenica mattina con la disputa delle semifinali e delle finali.

Torneo contro l'amianto, seconda edizione

Lo scorso fine settimana (sabato 27 e domenica 28 giugno) si è svolta al campo Bianchi di Casale Monferrato la seconda edizione del torneo contro l'amianto, a cui han preso parte sei squadre. Percorriamo però un passo per volta..

L'apertura del torneo era in programma per sabato mattina, ma contrariamente all'anno scorso in cui sono state disputate subito delle partite, quest'anno già dall'inizio era programmato il dibattito su tematiche legate alla fibra killer, dibattito a cui sono intervenuti Nicola Pondrano della Camera del lavoro, Bruno Pesce e Romana Blasotti Pavesi dell'Associazione familiari vittime dell'amianto. che ringraziamo per il loro intevento e per la loro disponibilità.

Oltre al triste primato di Casale è stato inevitabile parlare del processo in corso a Torino (ricordo che la prossima udienza si terrà lunedì 6 luglio) con quanto è stato fatto sinora, ed in particolar modo sottolineando l'importanza che ha per Casale e non solo questo processo, per cui sono intervenute anche delegazioni straniere, con più di 200 persone solo dalla Francia, dove da Casale si è recato un pullman il precedente fine settimana,

precisamente a Dunkerque dove è stata organizzata una manifestazione dalle associazioni dei familiari delle vittime francesi. Uno scambio quindi reciproco, che ha evidenziato - come han precisato i relatori - la reciproca nonchè forte solidarietà tra più popolazioni colpite dallo stesso grave problema.
Dopo il dibattito è seguito il rinfresco, e poi nel primissimo pomeriggio son stati aperti i giochi. Sei le squadre presenti (due in meno rispetto alla passata edizione), i Cinghiali Ultras Casale, l'Associazione familiari vittime amianto, i Corsari di Sestri Levante, gli Alcool Boys Forcoli, i Pirates Casteggio Broni nonchè i Firefox Canavese.
I Cinghiali Ultras Casale organizzano, con il patrocinio dell'Associazione Famigliari Vittime Amianto ed il Comune di Casale Monferrato dopo l'ottima riuscita della prima edizione svoltasi nel 2008, dal 27 al 28 giugno 2009 per il secondo anno il Torneo Ultras Contro l'Amianto.


Troppo spesso si parla degli Ultras come gruppi che non vanno oltre agli stereotipi dei mass media che li dipingono come nuovi barbari senza mai andare alla controprova, d'altronde altrettanto spesso sono estemporanei e occasionali i momenti nei quali i gruppi della tifoserie organizzate mettono in campo prova del fatto che gli stessi mass media e l'opinione pubblica prendono la classica cantonata quando fanno quel che si dice "di tutta l'erba un fascio".
Vero è che non basta uno striscione o una colletta ogni tanto per sfatare certi luoghi comuni, allora ecco un progetto che coinvolge tutto il Gruppo dei Cinghiali Ultras Casale da anni e che, per il secondo anno consecutivo, sfocia in una manifestazione che invita altri Gruppi Ultras a partecipare attivamente: Il Torneo contro l'Amianto.


I Cinghiali Ultras Casale, amando la città della loro squadra del cuore in tutto e per tutto, non potevano quindi restare insensibili al dramma che da decenni l'ha colpita portando via quasi duemila concittadini: l'amianto.
Problema che purtroppo non è solo di Casale Monferrato: quante altre città ci sono ancora dove si è fabbricato il terribile materiale o più semplicemente (si fa per dire) ad oggi fanno bella mostra di sè famigerati tetti in Eternit che continuano e continueranno a mietere centinaia e centinaia di vittime?
Allora ecco l'occasione per dimostrare che Ultrà è sinonimo di solidarietà: per Casale Monferrato, per tutte le vittime, giochiamo a calcetto e ritroviamoci raccogliendo fondi per questa battaglia,

DIAMO UN CALCIO ALL'AMIANTO!

IL DRAMMA DELL'AMIANTO A CASALE E NEL MONDO





Non lo troverete su nessuna guida turistica, ma a Casale Monferrato, accanto al Castello, al Duomo, alla Sinagoga, al palazzo Anna d’Alençon c’è un monumento di archeologia industriale che una citazione la meriterebbe, eccome: i resti di una fabbrica che per ottant’anni, dal 1906 al 1986, anche se fuori Casale pochi tranne che negli ultimi tempi ne hanno scritto e parlato, ha drammaticamente segnato la storia della città. È ciò che rimane dell’«Eternit», la fabbrica del noto prodotto per l’edilizia.

L’«Eternit» a Casale ha lasciato di sé un pessimo ricordo. Ciò che essa produceva era un composto di cemento e di amianto che sarebbe stato innocuo, anzi benefico, se non avesse contenuto appunto l’amianto, che, oltre ad essere uno dei più pericolosi agenti cancerogeni che si conoscano, è causa di altre gravi malattie professionali, asbestosi compresa, soprattutto alle vie respiratorie. Con l’amianto hanno dovuto fare i conti non solo i lavoratori, dagli operai agli impiegati ai dirigenti dell’«Eternit», ma tutta la città. Sono infatti morti di tumori al polmone, e più in generale di affezioni indotte dall’amianto, non solo dipendenti dello stabilimento, ma anche, e forse soprattutto, persone che all’«Eternit» non hanno mai lavorato. Mentre l’asbestosi e i tumori al polmone e alla laringe hanno colpito quasi esclusivamente i lavoratori «Eternit», i casi di morte per mesotelioma pleurico, un tumore specificamente causato dall’amianto, hanno riguardato per i due terzi del totale persone che non hanno mai avuto rapporti professionali con la fabbrica.



Ma che cos’è l’amianto? È un minerale suddiviso in varie sottospecie di silicato di magnesio che si presenta in forme filamentose. Se viene a contatto con le vie respiratorie provoca quasi sempre gravi malattie broncopolmonari e in particolare una gravissima forma di tumore, il mesotelioma pleurico, che, oltre ad essere inguaribile è anche difficilmente curabile, al punto che porta rapidamente a morte per soffocamento. Le malattie da amianto poi hanno un lunghissimo periodo di latenza e manifestano i loro tragici effetti anche dopo decine di anni.

Perché a Casale patologie amiantifere hanno colpito anche non lavoratori dell’«Eternit»? Perché, per varie ragioni, l’amianto si è diffuso in tutta la città. Ad esempio: l’amianto, tutto di importazione, veniva trasportato dalla stazione ferroviaria alla fabbrica dapprima con un trenino e successivamente con autocarri, l’uno e gli altri con cassoni scoperti, che percorrevano la parte nord-occidentale della città. Il carico e lo scarico dell’amianto avveniva all’aperto, si diffondeva nell’aria e veniva a contatto con l’apparato respiratorio anche di persone non direttamente impegnate nello stabilimento. Inoltre, i residui del minerale contenuti negli abiti di lavoro dei dipendenti contagiavano anche i loro familiari.

Chiarisce il prof. Leonardo Santi, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova: «Le fibre di amianto lunghe e tortuose sono le meno dannose, mentre veramente pericolose sono quelle piccole e lanceolate. Penetrano nei polmoni provocando una fibrosi, poi arrivano alla pleura, generando una neoplasia, il mesotelioma pleurico appunto, che non lascia speranze».


Bruno Pesce prima, e successivamente Nicola Pondrano, entrambi segretari della Camera del lavoro di Casale e componenti il Comitato vertenza Amianto (cui aderisce anche l’Associazione vittime dell’amianto) e con loro molti altri sindacalisti non solo della Cgil, si sono impegnati allo stremo per liberare i lavoratori dell’«Eternit» e l’intera città di Casale dai pericoli dell’amianto. I loro appassionati interventi verso il mondo scientifico e politico hanno condotto nel 1986 alla chiusura dell’azienda e, nel 1992, alla legge che non solo ha vietato il totale impiego, l’importazione e l’esportazione dell’amianto, ma ha anche dettato norme per la decontaminazione dei siti inquinati.

Sarebbe però illusorio pensare che il problema amianto sia definitivamente risolto. La dottoressa Daniela De Giovanni, oncologa all’ospedale di Casale, allunga lo sguardo: «Il problema vero di Casale oggi». sostiene, «è rappresentato dai manufatti di cemento amianto. Nei prossimi anni il loro deterioramento e gli interventi di bonifica spontanea, prevedibilmente inadeguati, provocheranno una spaventosa dispersione di fibre d’amianto. Ciò causerà nei decenni venturi un aumento dei casi di mesotelioma tra il 30 e il 40 per cento. Purtroppo i casi di mesotelioma crescono tra le persone in età tra i 30 i 40 anni che furono esposte all’amianto da ragazzini, quando il sistema immunitario era meno in grado di fornire difese».

In Italia ed in Europa, causa la lavorazione degli anni passati ed il deterioramento dei manufatti sparsi un pò ovunque, il picco di morti è previsto fra il 2015 ed il 2020, addirittura l'Europarlamento nel maggio 2009 ha prorogato la data della definitiva cessazione dell'utilizzo della fibbra-killer (fino al 2015 in alcuni impianti potrà essere utilizzato l'amianto crisotilo, detto anche comunemente "amianto blu"), in molte parti del mondo (Centro America, Sud America, Africa ed Asia) l'amianto viene ancora lavorato e prodotto come se nulla fosse accaduto...




Romana Blasotti Pavesi (tratto dal documentario Indistruttibile), Presidente dell'Associazione Famigliari Vittime che è venuta a parlare al Primo Torneo Ultras Contro l'Amianto ne 2008, ha perso per questa malattia cinque famigliari fra i quali la figlia ed il marito.


VERTENZA AMIANTO ETERNIT
(La storia in sintesi raccontataci dall'Associazione Famigliari Vittime Amianto)
Sono iniziate il 6 aprile scorso le Udienze Preliminari presso il Tribunale di Torino, grazie alla richiesta di rinvio a giudizio dei Vertici di questa multinazionale Svizzero-Belga Stephan Schmidheiny ed il barone belga Louis de Cartier de Marchienne.220.000 sono le pagine di questa maxi inchiesta della Procura della Repubblica (il dottor Raffaele Guariniello), rivolta ai quattro ex stabilimenti Eternit di Casale Monferrato, Cavagnolo (To), Bagnoli (Na) e Rubiera (RE), quasi 3.000 sono, per ora, le vittime individuate come parti lese e comprese nel primo elenco depositato al G.U.P.: 2.000 morti e mille ammalati in tutto, il 75% sono vittime di Casale Monferrato (cittadina di 36.000 abitanti) di cui 500 sono cittadini deceduti per mesotelioma ed oltre mille lavoratori deceduti per asbestosi, carcinoma polmonare da amianto, mesotelioma pleurico o peritoneale, a Cavagnolo, paesino di meno di 3.000 abitanti, i morti sono stati 150... I mesotelioma, in Italia, sono oramai più di 1.000 all'anno, nella cittadina di Casale Monferrato, ultimamente, le diagnosi hanno raggiunto i 45 casi annui dei quali circa l'80% fra la popolazione in generale, speriamo di superare al più presto il “Picco”.

Alle spalle di quello che sarà il più grande processo sulle “morti bianche” d'Europa, c'è una lunga lotta “senza quartiere” contro l'amianto nel nostro Paese e, particolarmente, a Casale Monferrato. Potrebbe, dunque, essere emblematico quanto e come si è sviluppata, in questa località, la lotta contro l'amianto:Azione di tutela individuale, dei lavoratori, da parte del Sindacato (in particolare dalla Camera del Lavoro di Casale e del patronato INCA-CGIL e Cisl e Uil). Contenzioso medico-legale molto esteso con cause legali (anni '70 e, in forte crescita, negli anni '80) per il giusto riconoscimento delle malattie professionali amianto-correlate: ad esempio mentre la prima asbestosi fu riconosciuta a Casale Monferrato nel 1943, il mesotelioma in quanto tale, cioè non “accompagnato” da asbestosi, fu riconosciuto dall' INAIL solo nel 1987! Azione collettiva per la salute in fabbrica e fuori dalla stessa, occorre infatti sottolineare che ci furono tre fasi caratterizzanti la lotta: prima del sindacato, degli ambientalisti e delle Vittime, successivamente delle Istituzioni Locali.
1° Fase. Erano gli anni '50/60, il lavoro pesante, la polvere, il rumore ecc. facevano parte degli “argomenti” utilizzati in generale e, anche a Casale Monferrato, per ottenere miglioramenti salariali, di cui la famosa “monetizzazione” era una scelta normale, quasi obbligata.Infatti, all'epoca, era ben difficile sostenere obiettivi di modifica dell'organizzazione del lavoro ed era addirittura impensabile mettere sotto accusa l'utilizzo di una materia prima, come era nella fattispecie l'amianto, per ragioni di salute. La cultura dominante, infatti, considerava “normale” che l'operaio, lavorando, potesse ammalarsi, oltre che infortunarsi, magari anche morendo, in fin dei conti “era un operaio” e gli organi di controllo dell'epoca erano condizionati dalla “legge del più forte”. (Purtroppo, oggi la tendenza è un ritorno all’indietro).
2° Fase. Dal famoso '68 non scaturirono solo le lotte studentesche! Come dovrebbe essere noto, milioni di lavoratori, con lo sviluppo dell'Unità Sindacale e la grande conquista dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori del '70 diedero luogo, in modo sempre più esteso, ad una serie di lotte per migliorare l'ambiente di lavoro e per la difesa della salute in fabbrica con l'apporto importantissimo di medici e tecnici per la prevenzione.Negli anni '70 tutte le piattaforme rivendicative del sindacato, a partire dal livello aziendale, contenevano richieste specifiche proprio sull'ambiente e la salute in fabbrica e dunque anche alla Eternit si ottennero miglioramenti negli ambienti di lavoro.
3° Fase. Inizia la lotta contro l'amianto, contro l'utilizzo della stessa materia prima dell'Eternit mentre, con la crisi degli anni '80, mutarono le condizioni generali e cominciò a venir meno quella grande stagione sindacale per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.All'Eternit di Casale, anche grazie al ruolo assunto di tutela dei diritti individuali dei lavoratori con Malattia Professionale e quindi anche alle conquiste collettive che migliorarono l'ambiente di lavoro, il sindacato con un evidente intreccio di ruoli con il Patronato Inca Cgil, acquisì quindi una certa credibilità ed “autorevolezza” fra i lavoratori a partire dalla fine degli anni '70 inizio anni '80 e, molto più tardi, nell'opinione pubblica. Per questo il passaggio della lotta sindacale alla messa in discussione sino in fondo del rischio amianto fu certo difficile e contrastato, ma non vide lo scontro frontale “classico” fra occupazionalisti ed ambientalisti, fra i lavoratori ed il sindacato, oramai sempre più di concerto con le Associazioni Ambientaliste negli obbiettivi di superamento dell'utilizzo dell'amianto. Certo i lavoratori erano molto preoccupati delle prospettive del proprio posto di lavoro e quindi della propria busta paga, è sempre bene essere però ben coscienti anche tra gli ambientalisti che la busta paga non è un optional in più del necessario.Questa terza fase dal 1979 si può così schematicamente sintetizzare:Forte sviluppo contenzioso medico legale, centinaia di cause in larga maggioranza con esito positivo, per il riconoscimento INAIL delle patologie amianto-correlate;


1981-1983 Iniziammo una causa civile (Camera del Lavoro e Inca) molto importante con la quale si confermò, fino in Cassazione nel 1989, la sussistenza del rischio amianto in tutti i reparti , con alcuni riferimenti molto preoccupanti rivolti all'inquinamento cittadino.Tale causa fu promossa contro l'accoglimento dell'INAIL della richiesta (documentata?) dell'Eternit di esonero dal pagamento del Premio Assicurativo per il rischio asbestosi/silicosi!
1984 Convegni ed iniziative sulle patologie amianto-correlate;
1986 Fallimento Eternit su auto-istanza, dopo 80 anni di attività e arrivando a sfiorare i 2.000 dipendenti, fu gettato via il limone oramai spremuto, con 350 disoccupati, rinnegando la promessa fatta anni prima di un nuovo stabilimento e di una possibile riconversione produttiva. Dopo pochi mesi mandarono avanti la SAFE (Eternit France) per riaprire l'Eternit ancora con l'utilizzo dell'amianto, il Sindacato (Camera del Lavoro) disse di no;
1987 Prima ordinanza sindacale in Italia, del Comune di Casale Monferrato, di divieto di utilizzo dell'amianto nel proprio territorio: fu il colpo di grazia al tentativo di riconciliarci con l'amianto;
1987 Le prime indagini epidemiologiche (Epidemiologia dei tumori dell'Università di Torino con l'ASL di Casale) delineano subito la strage, 200 decessi da amianto fra i lavoratori, seguono le indagini sui famigliari e cittadini;
1988 Costituzione dell'Associazione Famigliari Vittime Amianto con presidenza a Romana Blasotti Pavesi, seguirà anche la costituzione del Comitato Vertenza Amianto delle associazioni casalesi (AFVA, CGIL, Legambiente, WWF, Vitas assistenza malati terminali, Mutuo Soccorso, Cittadinanza Attiva).
1989 NO ALL'AMIANTO Convegno Camera del Lavoro, Regionale CGIL e Patronato INCA con l’Associazione a Casale Monferrato, all'epoca forse il più importante. Si lancia la proposta di una legge per la messa al bando dell'amianto e per la costituzione di un fondo nazionale per le vittime dell'amianto sia professionali che della popolazione in generale, per i benefici previdenziali atti a risolvere anche i problemi occupazionali che derivavano da una legge di riconversione ambientale e da realtà produttive già fallite come l'Eternit, la cava di Balangero ecc. Sei mesi dopo viene presentata la Piattaforma Nazionale Unitaria Cgil,Cisl e Uil per la messa al bando dell'amianto;
1992 Legge 257 - dopo tre anni di sit-in davanti al Parlamento, manifestazioni, petizioni ecc. viene approvata la L.257/92 (forse la più organica a livello internazionale ma senza il Fondo per le Vittime);
1993 Primo processo penale nei confronti dei vertici della Eternit SPA-Casale dopo otto anni di istruttoria, risultato deludente: in appello furono concesse le attenuanti generiche, omicidio colposo e quindi le pene (pur confermando la colpevolezza) furono ridotte a pochi mesi di reclusione e, soprattutto, la riduzione dei tempi di prescrizione tagliarono fuori le 800 parti lese - lavoratori ammalati e deceduti. Si ottenne, nel contempo, un risarcimento dal fallimento, per ragioni di principio, anche se poco più che simbolico, in tutto 7 miliardi delle vecchie lire allora, altri 5 milioni e mezzo di euro pochi mesi fa', (tutto l’attivo recuperato dalla curatela), con la chiusura definitiva dal fallimento;
1998 Piano di bonifica territoriale per 48 Comuni del Monferrato Casalese Legge 426/ Sito di interesse nazionale con finanziamenti pubblici (il Comune di Casale Monferrato aveva già attivato un servizio pubblico di raccolta, con incentivi, per lo smaltimento delle coperture d'Eternit rimosse).Per fortuna già da tempo l'inquinamento dell'atmosfera casalese è uguale, o addirittura inferiore, a quello delle altre città.Se gli Enti Locali, Regione e Ministero, insieme ai Privati, sapranno gestire bene quello che ancora resta da bonificare, il casalese fra pochi anni potrà diventare il territorio più pulito dall' amianto d'Italia. Va sottolineata la collaborazione, in corso da molti anni, fra Comune, Provincia, Regione Piemonte, ASL AL, ARPA, Ministero dell’Ambiente per le bonifiche-sperimentazioni, finanziamenti e gestione.


La bonifica, mediante i censimenti e l'individuazione delle priorità, è stata attuata in tutti gli edifici pubblici, nell'ex stabilimento (anche abbattuto) dove, quest'anno, sorgerà un parco pubblico. I siti privati bonificati sono oltre il 50% (restano circa 500.000 metri quadri in città più altrettanti nel territorio).
I contributi pubblici, capofila il comune di Casale, sono pari al 50% del costo per la rimozione e sostituzione delle coperture ed al 100% del costo per la bonifica dell'amianto friabile.
Friabile, a Casale, significa “Polverino” quale scarto di lavorazione , (polvere di tornitura) “smaltito” regalandolo ai cittadini e quindi diffuso nelle abitazioni, cortili, solai ecc. per pavimentazioni e coibentazioni.
I siti finora censiti di “polverino” sono ancora pochi, circa 130, dei quali quasi la metà bonificati o in via di bonifica. La stessa progettazione è a carico del Comune capofila, con monitoraggi dell'atmosfera a cura di ARPA – ASL. Tali bonifiche sono state sperimentate e validate a Casale da ARPA – ASL – Comune – Regione Piemonte – Ministero dell'ambiente.

Per fortuna già da tempo l'inquinamento dell'atmosfera casalese è uguale alle altre città.
Se gli Enti Locali, Regione e Ministero sapranno gestire bene quello che ancora resta da bonificare, il casalese fra pochi anni potrà diventare il territorio più pulito dall' amianto d'Italia.
E' evidente la necessità di recuperare una politica attiva del Governo e delle Istituzioni (Regioni, Province, Comuni, ASL ecc.) per recuperare risorse, censimenti, piani di bonifica, individuando le priorità di intervento, servizi pubblici territoriali di trasporto e smaltimento dei materiali contenenti amianto. La stessa Conferenza Nazionale Governativa sull'Amianto (L.257/92) va recuperata.

Occorre altresì confermare i seguenti obbiettivi:Fondo Nazionale per le Vittime dell'Amianto (professionali e per i cittadini).Lotta al mesotelioma, sviluppo della Ricerca, di cui il ruolo del nuovo Centro Regionale Amianto di Casale Monferrato con le recenti deliberazioni della Regione Piemonte per il finanziamento di progetti di ricerca.Nuove direttive europeeSi rende necessario ed urgente un ruolo attivo della Comunità Europea per la lotta internazionale contro l'utilizzo dell'amianto (come noto ancora in uso in oltre tre quarti del pianeta) e per il risanamento ambientale e la Ricerca sul mesotelioma. Occorre, altresì, una razionalizzazione ed omogeneizzazione al livello più alto delle varie normative nazionali in materie ambientali/bonifiche, sanitarie, risarcitorie, previdenziali.Crediamo,infine, che il processo ai vertici della multinazionale Eternit possa dare un grande contributo per far emergere la verità sulla tragedia dell’amianto, tanto enorme quanto assurda e su uno sviluppo che ha privilegiato il facile profitto senza badare alle gravissime conseguenze sulla salute pubblica e dei lavoratori.

Associazione Famigliari Vittime Amianto
Casale Monferrato, 20 maggio 2009